La società
Un pomeriggio mi chiedono, se alle 20, appena finito il lavoro volevo andare con Loro … “cerrrrto” dico io, figurati se me ne perdo una! In 5 sopra la macchina stiamo andando a casa di un amico che, non si è visto alla lezione del mattino non si riesce a rintracciare e siccome si sa che, negli ultimi tempi ha avuto dei problemi, seri, di carattere sentimentale … si va a casa sua per sostenerlo e farlo risalire dalla caduta … così mi spiegano … fermi davanti un negozio, qualcuno non scende e compra qualche birra … a casa non c’è ci dicono che forse potrebbe essere … in quel posto non c’è … andiamo in giro cercandolo per strada … passa … un’ora buona … arriva la chiamata, è a casa … dalla finestra, appena ci vede (vede i suoi amici) gli occhi gli si illuminano … saliamo, ci fa, entrare non prima di averseli abbracciati, uno ad uno … ha il sorriso stampato in viso come … come una paresi facciale/bloccato/continuo … dalla borsa di plastica escono, le birre e una busta con … pesce secco (credo sardine, aperte ed essiccate) si comincia a parlare del più e del meno, ma man mano la discussione si incentra sul “problema”. Capisco che già altre volte c’era stata una situazione simile, ma malgrado le visite e le “birre” … 2 giorni e, punto e da capo … “adesso! Vuoi che la società si faccia carico del tuo problema?” … la risposta è si … la società … con le sue strutture … sta spianando la strada che possa risolvere il problema dell’amico.
Si è nel pieno dei preparativi per il congresso … ieri sera … non so da dove cominciare … ero in sala editing e sapevo che Moshe doveva dare una mano per caricare i materiali per il congresso e avremo fatto tardi … per ore sento un gran baccano musica ad alto volume … canti … niente di particolare “sono i ragazzi che cantano mentre lavorano”, giustamente pensai … verso le 23, per sgranchirmi e soprattutto per recuperare una sigaretta mi decisi ad uscire … siamo al piano terra … varcata la soglia, che immette nel pianerottolo da cui dipartono le scale che portano a i 3 piani superiori … … davanti a gli occhi mi si presenta una scena, per me, surreale … mi sento strano … come in un film di pionieri del west o di quei filmati di propaganda realizzati dalle dittature fasciste, naziste e comuniste … quei filmati sul lavoro costruiti ad arte, per far vedere/dimostrare/indottrinare il popolo/gregge … davanti a me e alzando lo sguardo per la tromba delle scale, fino all’ultimo piano … una fila interminabile di AMICI … ognuno a circa due metri uno dell’altro che a passa mano scendevano materiale cantando, ridendo e scherzando … riuscendo a razionalizzare solo l’esteriorità di quella visione, ma con il cuore grondante, stracolmo di gratitudine verso tutti quei singoli amici che in questi giorni sono stati sorrisi, abbracci, lettori, cantanti, traduttori, bocche, corpi, servitori, maestri, cameraman, registi, cucinieri, cuochi, elettricisti, tecnici del suono, del video …… e ora erano 1 … un solo corpo … che davanti a i miei occhi si muoveva con movimenti armoniosi … sinuosi ma decisi … risuonarono dentro di me … le parole di un salmo … Dall'alto di questa rupe io lo vedo,dall'alto di questa cima lo contemplo: questo è un popolo diverso da tutte le nazioni! Come sono belle le tue tende Giacobbe, le tue dimore Israele!Si accovaccia come leone si distende come leonessa. Nessuno lo farà rialzare.
mercoledì 5 febbraio 2014
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