lunedì 6 gennaio 2014

Il Vento della vita, i filetti fluidi - Go with the wind

“Qual è il senso della mia vita?. In altre parole, questa tale quantità di anni della nostra vita che così fortemente ci costano caro, cioè le numerose pene e tormenti a causa delle quali soffriamo, per portarli a termine, chi ne gode? Ancora più precisamente, a chi io arreco piacere?" Baal Hasulam


 Volare, librarsi liberi nell'aria, superare la forza di gravità che ci tiene compressi nella polvere di cui siamo fatti è sempre stato il sogno e anche i bisogno dell'umanità. 
Fisicamente, ma anche nella sfera psichica interiore, il nostro desiderio più soave è quello di librarci, staccandoci volteggiando dall'oppressione della materia, liberi, immersi e sostenuti dal Tutto di cui da quel momento faremmo parte integrante.

Un sogno che malgrado sentiamo fare parte di noi come di un destino mancato o a cui siamo chiamati, sembra abbandoniamo presto crescendo con gli anni.




Eppure il volo, insieme a tutti gli altri poteri era uno di quelli più importanti che avevamo da bambini e che usavamo più spesso. Planare come un falco per i bambini e librarsi leggiadre come fate, le bambine.
In realtà non l'abbiamo abbandonato affatto questo desiderio.
Il fatto è che lo vogliamo veramente e non solo nella sfera fantastica come da bambini.



Nella nostra storia abbiamo provato e riprovato come al solito facendo anche qualche danno.
Ovviamente copiavamo dalla natura ma non trovavamo la strada giusta.


Fino a quando qualcuno si accorse che il modo per volare era proprio li che aspettava solo di essere usato. Ecco che, dopo tanti sforzi era tempo che gli occhi del nostro intelletto vedessero e il regalo di volare fosse concesso. 

Si chiamava "filetto fluido", un vero miracolo della natura. Per gli amanti del volo, la vera "particella di Dio". Questo fantastico regalo non è altro che una componente di cui sono fatti i fluidi, quindi anche l'aria, il "Vento".
Solo che questo filettino, nella sua semplicità ha una caratteristica particolare che lo rende così prezioso, appena si divide dai suoi compagni filettini tende immediatamente a riunirsi a loro e fa di tutto per riuscirci. 
A questo punto, e stavolta guardando il particolare giusto delle ali degli uccelli, ci siamo accorti che nella parte anteriore dell'ala, la faccia superiore era arrotondata rispetto alla faccia inferiore piatta, questo, obbligava il filetto fluido ansioso di stare unito ai suoi compagni che passava sopra, vista la curvatura, a fare più strada, quindi ad accelerare per riunirsi al suo compagno che passando sotto, dove non c'era curvatura faceva meno strada.

Ed è allora che si capì che l'accelerazione del filettino ansioso per l'unione che passava sopra creava un risucchio verso l'alto,
"la portanza" e che le ali degli uccelli, non volano perchè spinti dall'aria da sotto, o da un effetto remo.


E' la naturale forma dell'ala che interagendo con i filetti fluidi, nelle giuste condizioni di velocità crea la portanza, "il risucchio dall'alto" Permettendo il volo.

Nessun commento:

Posta un commento

il tuo commento nonè essenziale ... ma ben accetto!