mercoledì 15 gennaio 2014

Il Vento della vita, Ascendenze e Discendenze - Go with the wind


Adesso entriamo in profondità, perchè bla bla bla ci serve solo se ci aiuta a raggiungere l'obiettivo che è quello di... stare in aria e volare!





Diciamo che, in effetti ci serve una sorta di iniziazione, perchè prima cosa,
dobbiamo trascendere dalle informazioni che ci arrivano dai nostri sensi.

Questi infatti, ci fanno credere che il Vento è solo quello orizzontale.
Lo sentiamo arrivare da destra o da sinistra, ma mai da sotto o da sopra.
Solo fidandoci dell'esperienza accumulata in generazioni da chi in aria c'è stato, potremo fare esperienza della vera radice del Vento che sono le Ascendenze e le Discendenze.
Certo, è chiaro non è facile, si mette in gioco la vita!
E per di più, in un momento di difficoltà in aria è andare incontro, alla possibilità che si materializzi l'incubo peggiore che si trova nei meandri della nostra psiche...
precipitare nel vuoto.



Ma non c'è niente da fare!
Il rischio va affrontato e saputo gestire.
La posta in gioco è alta.



Malgrado non sia l'ambiente in cui siamo nati e cresciuti, Non è ostile a noi, anzi.
Ma Pretende Rispetto.




E' come se mettesse delle barriere a chi si volesse cimentare proprio per fargli acquisire quel dovuto rispetto.


Il primo vincolo è proprio quello psicologico della paura e
per la maggior parte delle persone, l'insensatezza di tale attività.
Il secondo è di carattere fisico-percettivo, infatti "le Ascendenze e le Discendenze" si possono percepire e capire solo e soltanto stando già in aria. Quindi prima ti decolli e poi capisci.

E in più non le percepisci tramite i sensi tradizionali ma, tramite la sovrappressione e la sovra-depressione che si crea nel nostro apparato circolatorio in contrasto con la legge di gravità.
Quando entriamo in una zona di correnti Ascensionali (che salgono) saliamo anche noi con essa.
La salita farà defluire il sangue dalla parte superiore del corpo verso la parte inferiore, privando il cervello della giusta quantità di sangue.
Questo lo percepiamo come una pesantezza del corpo e della psiche e tenderemo a vedere più scuro. Quindi, sali: ti senti pesante nel corpo, nella mente e vedi contorni scuri.
Viceversa entrando in una zona di correnti Discendenti (che scendono) il sangue fluirà verso la parte superiore, quindi alla testa. La sensazione sarà: un senso di leggerezza fisica e psichica, i colori tenderanno al rosso.
Le Ascendenze (g+) e le Discendenze (g-), influiscono molto sul nostro stato psico-fisico, siamo sensibili alla più piccola variazione, fino al punto che riusciamo a resistere solo fino a un certo grado di velocità, +9g e -4/5g, dopo di che andiamo in tilt, perdiamo conoscenza, superando i 20/30 si muore.

venerdì 10 gennaio 2014

Il Vento della vita, I nomi del Vento - Go with the wind


E cosi' il Vento ha diversi nomi... non li ha lui!

Noi, gli abbiamo dato diversi nomi.

Malgrado non si vedesse, il suo impatto su ogni singolo aspetto della nostra vita quotidiana era troppo forte per non darsi da fare!
E lo abbiamo fatto!
E malgrado non si vedesse direttamente, lo abbiamo misurato secondo le sensazioni che ci suscitava e tramite il suo impatto sulle cose... e per ogni misura un nome.





Per ogni sensazione un nome.

Siamo stati bravissimi.
Addirittura, a ogni nome abbiamo applicato una scala graduata per misurarlo, proprio precisamente: nodi, km/h, metri al secondo.



Allora,
secondo la sensazione della forza che sentivamo esercitare su di noi chiamiamo il vento: Brezza, Tempesta, ... o secondo la direzione, etc.
 Quando successe che per bisogno e per diletto cominciammo a cimentarci con il volo, ci dovemmo confrontare con nuove sensazioni e parametri completamente diversi questo nuovo ambiente dettava.
Per prima cosa e non senza rischi, paure, incidenti ed errori, scoprimmo che il "Vento" non era solo orizzontale.
Ma d'altronde, anche la parola stessa "vento orizzontale" non esisteva prima.
L'esigenza di creare questo nome "vento orizzontale" si è rivelata,  solo, quando si è scoperto che c'era anche un "vento verticale". Soltanto quando è arrivato il contrasto, il "vento verticale", si è dato nome anche a quello orizzontale che prima era solo, "Vento".

Un vento verticale!?
In realtà, come abbiamo visto, la genesi del vento, per l'effetto del riscaldamento del sole sulle cose, sviluppa solo movimenti verticali.
Il vento che percepiamo muoversi orizzontalmente è solo il risultato, l'effetto, lo scarto dei movimenti, al plurale, verticali.
Infatti sono due i movimenti verticali. 
"Ascendenza" e "Discendenza".
Non esiste l'uno senza l'altro.
Il punto, nell'economia del volo libero è:
"come rimanere nella parte ascendente?"

lunedì 6 gennaio 2014

Il Vento della vita, i filetti fluidi - Go with the wind

“Qual è il senso della mia vita?. In altre parole, questa tale quantità di anni della nostra vita che così fortemente ci costano caro, cioè le numerose pene e tormenti a causa delle quali soffriamo, per portarli a termine, chi ne gode? Ancora più precisamente, a chi io arreco piacere?" Baal Hasulam


 Volare, librarsi liberi nell'aria, superare la forza di gravità che ci tiene compressi nella polvere di cui siamo fatti è sempre stato il sogno e anche i bisogno dell'umanità. 
Fisicamente, ma anche nella sfera psichica interiore, il nostro desiderio più soave è quello di librarci, staccandoci volteggiando dall'oppressione della materia, liberi, immersi e sostenuti dal Tutto di cui da quel momento faremmo parte integrante.

Un sogno che malgrado sentiamo fare parte di noi come di un destino mancato o a cui siamo chiamati, sembra abbandoniamo presto crescendo con gli anni.




Eppure il volo, insieme a tutti gli altri poteri era uno di quelli più importanti che avevamo da bambini e che usavamo più spesso. Planare come un falco per i bambini e librarsi leggiadre come fate, le bambine.
In realtà non l'abbiamo abbandonato affatto questo desiderio.
Il fatto è che lo vogliamo veramente e non solo nella sfera fantastica come da bambini.



Nella nostra storia abbiamo provato e riprovato come al solito facendo anche qualche danno.
Ovviamente copiavamo dalla natura ma non trovavamo la strada giusta.


Fino a quando qualcuno si accorse che il modo per volare era proprio li che aspettava solo di essere usato. Ecco che, dopo tanti sforzi era tempo che gli occhi del nostro intelletto vedessero e il regalo di volare fosse concesso. 

Si chiamava "filetto fluido", un vero miracolo della natura. Per gli amanti del volo, la vera "particella di Dio". Questo fantastico regalo non è altro che una componente di cui sono fatti i fluidi, quindi anche l'aria, il "Vento".
Solo che questo filettino, nella sua semplicità ha una caratteristica particolare che lo rende così prezioso, appena si divide dai suoi compagni filettini tende immediatamente a riunirsi a loro e fa di tutto per riuscirci. 
A questo punto, e stavolta guardando il particolare giusto delle ali degli uccelli, ci siamo accorti che nella parte anteriore dell'ala, la faccia superiore era arrotondata rispetto alla faccia inferiore piatta, questo, obbligava il filetto fluido ansioso di stare unito ai suoi compagni che passava sopra, vista la curvatura, a fare più strada, quindi ad accelerare per riunirsi al suo compagno che passando sotto, dove non c'era curvatura faceva meno strada.

Ed è allora che si capì che l'accelerazione del filettino ansioso per l'unione che passava sopra creava un risucchio verso l'alto,
"la portanza" e che le ali degli uccelli, non volano perchè spinti dall'aria da sotto, o da un effetto remo.


E' la naturale forma dell'ala che interagendo con i filetti fluidi, nelle giuste condizioni di velocità crea la portanza, "il risucchio dall'alto" Permettendo il volo.